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Ricorso al TAR sul progetto di nuova edificazione nelle prospicienze del cimitero di Pozzolatico: una doverosa precisazione.

equilibrioIn merito alle notizie diffuse recentemente in Rete e sui quotidiani, a proposito del ricorso al TAR di alcuni cittadini di Pozzolatico verso il Comune di Impruneta, ci è d’obbligo e ci preme precisare sommessamente che il 9 gennaio 2013 il TAR della Toscana ha pronunciato un’ordinanza in merito alla richiesta di sospensione “preventiva” del progetto di nuovo insediamento residenziale a 100 metri dal cimitero di Pozzolatico, mentre per la sentenza di merito vera e propria bisognerà attendere ancora del tempo. Detta richiesta di sospensiva non è stata effettivamente accolta, dal momento che il TAR non ha ravvisato alcun periculum in mora, ossia un rischio imminente di un danno grave e al contempo irreparabile.
Attendiamo dunque con fiducia che il TAR si pronunci in merito alla tesi dei ricorrenti, secondo cui, nell’anno 2011, al momento della prima elaborazione del Regolamento Urbanistico, il Comune di Impruneta avrebbe dovuto prendere a riferimento l’Art. 28 della Legge 166 del 2002, sulla edificabilità delle zone limitrofe ad aree cimiteriali, e non la Delibera Comunale del 1998, indubbiamente legittima ma anche vetusta e di rango inferiore rispetto alla più recente Legge dello Stato.

Analisi logica del periodo 1934 – 2012

Di fronte alla sovversione diffusa – qui, qui, qua – dell’ordine logico e crono-logico dei fatti, nel discorso sopra il Vincolo Cimiteriale, sovraordinato da una Legge dello Stato tralasciata nel Regolamento Urbanistico del Comune di Impruneta (Firenze), scopo del presente articolo è di fare chiarezza sull’argomento, a partire da una rigorosa ricostruzione cronologica degli avvenimenti, che si sono così succeduti nel tempo:

2012 Anno in cui il Regolamento Urbanistico di Impruneta viene approvato.
2011 Anno in cui il Regolamento Urbanistico di Impruneta viene adottato.
2007 Anno del Piano Strutturale di Impruneta
2002 Legge dello Stato sui vincoli sovraordinati n. 166/2002 art. 28
1998 Delibera del Comune di Impruneta n. 129 del 29 settembre
1934 Regio Decreto 1265/1934 art. 338

 

Concentriamo qui l’attenzione sul progetto, cosiddetto TRr02 nel Regolamento Urbanistico, di un nuovo insediamento edilizio, in un’area di Pozzolatico attualmente piantumata a oliveto e vigneto, sul limitare ovest, nord-ovest del “nostro” cimitero. È agli atti che tale progetto, nella sua forma iniziale adottata nel 2011, prevedeva di edificare villette a schiera e palazzine a partire da 50 metri dal perimetro cimiteriale, mentre nella sua forma definitiva, approvata nel 2012, prevede che detta edificazione parta da una distanza di 100 metri, non più 50, dal perimetro cimiteriale.
Orbene, laddove il progetto adottato nel 2011 appariva indifendibile, quello approvato nel 2012 troverebbe – ex post – una sponda nella delibera comunale del 1998, dissotterrata nel 2012 contro la più recente legge statale del 2002, invocata oggi da più parti. È in questo senso che qualcuno ha parlato di toppa peggio del buco, utilizzata a posteriori per eludere la normativa di respiro nazionale.

Alla luce di tutto questo, dichiarazioni come le seguenti non sono condivisibili e vorremmo provare a spiegarne il perché:

Questa riduzione – sostiene il Primo Cittadino – è stata decisa prima dell’introduzione delle nuove normative ed è poi quella che è rimasta nel Regolamento Urbanistico. L’amministrazione comunale quindi non ha modificato i limiti introdotti con la delibera del ’98.

La “riduzione” di cui si parla è quella contenuta nella delibera del 1998; l’espressione successiva, “quella che è rimasta nel Regolamento Urbanistico” ci sembra del tutto inappropriata; altro sarebbe stato affermare che detta “riduzione” del 1998 è l’unica presa in considerazione nel 2012.
Nessuno, infine, contesta che l’amministrazione comunale abbia “modificato i limiti introdotti con la delibera del ’98”, semmai si contesta proprio di averli adottati!

“Fra l’altro nell’iter del Regolamento Urbanistico non ci sono state osservazioni in questo senso da nessun Ente ma solo una dei Verdi.

Qualcuno, in ogni caso, ha osservato l’irregolarità. Se sono stati i Verdi, questo non può che rendere loro merito. C’è inoltre da aggiungere che nell’agosto del 2012 anche il Difensore Civico Regionale è intervenuto per ammonire duramente l’amministrazione con un’accurata e articolata missiva incentrata sul tema del mancato rispetto del Vincolo Cimiteriale.

L’Amministrazione aveva ripensato e diversamente pianificato l’intervento proprio per venire incontro alle osservazioni della Regione e dei cittadini.

Le osservazioni critiche dei cittadini, di più ampio respiro rispetto alla questione della fascia di rispetto cimiteriale, pur imprescindibile, sono state sistematicamente respinte, tecnicamente “non accolte”.

Un risultato importante – l’approvazione del Regolamento Urbanistico, n.d.r. – che permette agli operatori e ai cittadini di utilizzare appieno le nuove previsioni e le norme del Regolamento Urbanistico”.

È d’altra parte evidente che tra questi generici “operatori e cittadini”, ve ne sono alcuni – operatori, pochi – che non intendono affatto “utilizzare”, né appieno né a vuoto, tali “nuove previsioni e norme”, perché le ritengono illegittime al punto da meritare un ricorso al T.A.R.

Giorni di battaglia a Pozzolatico

Battaglia legale a Pozzolatico sul progetto di un nuovo insediamento edilizio

Comunicato Stampa
03.12.2012

Pozzolatico -  Dentro il progetto "TRr02"

Pozzolatico – Dentro il progetto “TRr02″. Qui siamo a circa 90 m dal cimitero (a sinistra)

Con il ricorso al T.A.R. della Toscana contro il Comune di Impruneta, notificato il 29 novembre scorso, un congruo numero di abitanti della frazione di Pozzolatico e dei dintorni, contesta la decisione municipale di procedere alla realizzazione di un nuovo insediamento edilizio, sulla collina di Pozzolatico, in un’area attualmente piantumata a oliveto e vigneto.
Tale decisione – sostengono i ricorrenti – viola la norma statale che prescrive per ogni nuovo insediamento edilizio, ideato o progettato a partire dal 1° agosto 2002, una distanza minima di 200 metri da mura di cinta e cancellate cimiteriali, a mo’ di vincolo e fascia di rispetto per i defunti.
Detto abitato dovrebbe infatti sorgere nelle prospicienze del cimitero della frazione, entro una distanza compresa tra i 100 e i 200 metri dalle sue mura perimetrali, in netto contrasto con la Legge dello Stato 166/2002, in base alla quale “È vietato costruire intorno ai cimiteri nuovi edifici entro il raggio di 200 metri dal perimetro dell’impianto cimiteriale”.

Il Regolamento Urbanistico del Comune di Impruneta prevede analoghi progetti anche rispetto ad altri cimiteri, nel capoluogo stesso e a Tavarnuzze, dove, nella località di Montebuoni, il limite adottato è addirittura pari a 50 metri.

Va da sé che l’esecuzione di siffatti progetti edilizi legittimerebbe immediatamente la realizzazione di altri e nuovi insediamenti abitativi intorno a tutti gli undici cimiteri ricadenti nel Comune di Impruneta.

In attesa che si faccia definitiva chiarezza, al T.A.R. è stata richiesta una sospensiva del provvedimento, contenuto nel Regolamento Urbanistico del Comune di Impruneta pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Toscana il 3 ottobre 2012.

Pozzolatico, 3 dicembre 2012

Ubi maior minor cessat

Dell’autarchia del Comune di Impruneta

Suscita una certa meraviglia, almeno in noi gente di campagna, la constatazione che, nel cuore della civilissima Toscana, il Comune di Impruneta, ogniqualvolta venga sollecitato sulla problematica della violazione sistematica della fascia di rispetto cimiteriale – all’interno della quale cade circa il 15% (oltre 22.000 metri cubi) delle nuove edificazioni previste nel Regolamento Urbanistico Comunale approvato e pubblicato – risponda, sempre e ovunque, con la litania di una Delibara del Consiglio Comunale datata 29 settembre 1998, ignorando con cocciuta ostinazione tutta la giurisprudenza di merito e di legittimità sul vincolo cimiteriale, dal Regio Decreto 1265/1934 art. 338, alla Legge 166/2002, passando per i numerosi pronunciamenti della Suprema Corte di Cassazione.

E non ci dilunghiamo, qui, su una singolare contraddizione in termini, quando sul buco del vincolo cimiteriale sovraordinato viene formalmente posta la toppa – “peggio del buco!” – di una delibera comunale, oltretutto obsoleta.

Ubi maior minor cessat

In un siffatto, tristo, scenario ci viene in aiuto un’antica locuzione latina, al cui proposito su Wikipedia si possono leggere le seguenti parole:

La locuzione latina ubi maior minor cessat, tradotta letteralmente, significa «dove vi è il maggiore, il minore decade». Il significato completo può essere così descritto: «in presenza di quel che possiede più valore e importanza, quel che ne tiene meno perde la propria rilevanza».

La locuzione si utilizza in tutte le occasioni nelle quali un conflitto o una discrepanza formale o sostanziale fra due termini, attori, fatti, norme o funzioni, si dimostra risolta per priorità o prevalenza o confrontando il diverso rango e categoria di appartenenza. In tale circostanza specifica, quella di rango inferiore perde le proprie prerogative a favore di quella superiore. Un esempio tipico della sua applicazione si ha nel caso in cui si verifichi un conflitto tra una norma comunale e una legge statale: allora la normativa di rango minor (quella comunale) cessat (decade, soccombe, non ha più valore) di fronte alla maior (quella statale).

RUC di Impruneta e moniti di fine estate

Moniti, meliora sequamur.
Ammoniti con l’esempio o con la parola, seguiamo una via migliore.

La citazione è da Niccolò Machiavelli, Novella di Belfagor, edizioni Salerno: “… gli è maggiore prudenza di quelli che possono più, sottomettersi più alle leggi e più stimare l’altrui giudizio…”. In sostanza, coloro ai quali è demandato il potere di amministrare, indagare, garantire la giustizia hanno il dovere di adeguarsi come e più degli altri agli ordinamenti, non solo, sono tenuti a considerare altamente il parere degli altri.

Comunicato stampa del 14/9/2012 dei Verdi per Impruneta

Regolamento Urbanistico e edificazioni in aree di VINCOLO CIMITERIALE a Impruneta, Tavarnuzze e Pozzolatico.
Cartellino giallo del Difensore Civico Regionale al Comune di Impruneta.

Il Difensore Civico Regionale prende posizione dopo i rilievi avanzati dai Verdi per Impruneta all’Ufficio regionale sulle previsioni di nuova edificazione, contenute nel Regolamento Urbanistico approvato in luglio dal Consiglio Comunale, relative agli abitati di Tavarnuzze, Pozzolatico ed Impruneta, ma ricadenti in zona inedificabile per “vincolo cimiteriale” (200 metri dal camposanto).
In una lettera (una sorta di ammonizione da “cartellino giallo”) inviata nei giorni scorsi il Difensore Civico Regionale chiede quindi di “chiarire in che termini l’amministrazione comunale ritiene di poter ricondurre gli interventi di nuova edificazione nelle ipotesi di deroga espressamente indicate dalla legge”.
“La Cassazione ha chiarito che la deroga al divieto di costruzione di nuovi edifici nel raggio di 200 metri dal perimetro dei cimiteri è consentita unicamente per l’esecuzione di opere pubbliche o comunque in attuazione di un intervento urbanistico, ma con esclusione dell’edilizia residenziale privata” ricorda il Difensore Civico Regionale, elencando una consolidata giurisprudenza in materia, e che conclude – “Nel caso risultasse confermato il contrasto tra la legge e le previsioni del Regolamento Urbanistico si ravvisa l’utilità di una correzione dello strumento di pianificazione posto che risulterebbero comunque prevalenti le norme di legge e potrebbero ingenerarsi aspettative e contenziosi in riferimento alle previsioni del R.U.”.

Come si ricorderà la vicenda era stata sollevata dai Verdi per Impruneta che in una delle numerose osservazioni presentate in Comune sul Regolamento Urbanistico (RUC) avevano rilevato come, alla ricerca di nuovi suoli da edificare, l’amministrazione comunale aveva avuto la brillante idea di ridurre il “vincolo cimiteriale” (in cui non si possono realizzare nuove edificazioni) fino a 50 metri, per i centri abitati di Tavarnuzze, Pozzolatico ed Impruneta. “Un vero lampo di genio” – commentavano – peccato che “il vincolo di inedificabilità previsto per legge intorno ai cimiteri sia (oggi) di 200 metri dai centri abitati”.
In Comune avevano accusato il colpo e provato una contromossa: così nella controdeduzione votata dal consiglio si rispondeva che “si prende atto di quanto osservato e si rinvia a quanto previsto dalla Delibera del Consiglio n.129 del 29/09/1998 relativamente alla dimensione delle fasce di rispetto cimiteriale”. Il che significava, che nel RUC poi approvato, il “vincolo cimiteriale” passava a 100 metri per tutti i cimiteri, salvo quello di Tavarnuzze dove rimaneva di 50 metri (così come riportato nella nuova cartografia approvata dal Consiglio comunale).

“La toppa è peggio del buco”, commentavano i Verdi per Impruneta nell’Istanza presentata al Difensore Civico – : “Il Comune si appella ad una propria delibera del 1998 per tentare di non adeguarsi alla normativa vigente, che però è intervenuta successivamente a quella data. La normativa ha infatti subito una significativa modifica proprio nel 2002, stabilendo la non edificabilità entro un raggio di 200 metri dai cimiteri; le deroghe al vincolo previste dalla legge consentono di ampliare i cimiteri esistenti ma non di realizzare nuove edificazioni residenziali private, entro i 200 metri dal “camposanto”.

Sono di oltre 22.000 metricubi (circa il 15% delle volumetrie previste nel RUC) i nuovi interventi edificatori previsti per gli abitati di Tavarnuzze, Pozzolatico ed Impruneta, ricadenti proprio nell’ambito della fascia di inedificabilità dei 200 metri del “vincolo cimiteriale”.

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